32 anni di protezione delle Alpi – e l’obiettivo non è ancora raggiunto
Pro Alps
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32 anni di protezione delle Alpi
Il 20 febbraio 1994 la Svizzera ha scelto di proteggere le Alpi. Oggi, 32 anni dopo, la politica di trasferimento è sotto pressione e il mandato costituzionale rimane incompiuto.
Una decisione che impegna ancora oggi
Il 20 febbraio 1994, Popolo e Cantoni hanno detto sì all’iniziativa delle Alpi – contro la raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento. Questo voto ha inserito nella Costituzione la protezione delle Alpi dal traffico di transito eccesivo: il traffico merci transalpino deve essere trasferito in modo coerente dalla strada alla ferrovia.
Ciò che allora sembrava una storia alla “Davide contro Golia” è diventato un principio fondamentale della politica dei trasporti, riconosciuto anche a livello internazionale. La Svizzera ha scelto una politica di mobilità rispettosa delle Alpi e dell’ambiente – non per simbolismo, ma per responsabilità verso persone e natura.
Uno sguardo indietro
Il nostro video mostra momenti significativi di 32 anni di impegno per la protezione delle Alpi:
32 Jahre Alpenschutz
Una politica di trasferimento in crisi
L’Iniziativa delle Alpi ha reso possibili strumenti concreti come la TTPCP, il potenziamento del traffico merci ferroviario e la strada viaggiante (Rola). Per molti anni centinaia die migliaia di camion sono stati traferiti alla ferrovia.
Oggi la politica di trasferimento è a un punto critico: l’obiettivo legale di massimo 650 000 camion all’anno è ancora superato – di 310 000 unità (situazione 2024). Inoltre, la strada viaggiante è stata soppressa alla fine del 2024, un grave passo indietro per la protezione delle Alpi.
La pressione politica per ridurre gli investimenti ferroviari cresce. Facendo leva sulla decarbonizzazione delle flotte, alcuni suggeriscono che il problema si risolverà da solo. Ma anche i camion elettrici provocano congestione, rumore, elevato consumo di spazio e maggiori rischi. L’articolo sulla protezione delle Alpi chiede più della riduzione del CO2: chiede di limitare l’insieme degli impatti.
Il carico per le Alpi rimane concreto
Il traffico sugli assi di transito non è solo una questione politica: è percepibile ogni giorno per la popolazione alpina. Nelle valli strette, inquinamento e rumore si concentrano più che sull’Altopiano, con conseguenze sulla salute, sul benessere e sugli ecosistemi sensibili.
Anche il traffico turistico e de tempo libero continua a crescere, aggravando ulteriormente la situazione con assi sovraccarichi, traffico d’aggiramento nei villaggi e crescente pressione sul territorio. Una strategia nazionale adeguata manca ancora.
Il mandato rimane
32 anni dopo la decisione popolare, è evidente cha la Confederazione non adempie ancora pienamente al proprio mandato costituzionale. Il 20 febbraio 1994 segna un momento coraggioso della democrazia svizzera – una promessa alle popolazioni alpine e alle generazioni future.
Pro Alps continuerà a impegnarsi affinché questa promessa venga mantenuta. Per una politica di trasferimento coerente. Per strumenti efficaci. Per Alpi vivibili.
Pro Alps
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