Revisione della TTPCP: regali alla lobby dell’autotrasporto a scapito della ferrovia
Pro Alps
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La TTPCP è stata introdotta nel 2001 quale strumento centrale per l'attuazione del mandato di trasferimento. Ora rischia di perdere la sua efficacia a causa della mancanza di adeguamenti e di sconti elevati.
Nella revisione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) il Consiglio nazionale ha perso l’occasione di modernizzare questo importante strumento di trasferimento. Ha invece approvato un costoso pacchetto di misure a favore del settore dell’autotrasporto.
La TTPCP è considerata uno strumento chiave della politica di trasferimento modale, ma dopo oltre due decenni sta raggiungendo i suoi limiti. Il suo effetto sta diminuendo, anche perché i camion elettrici sono attualmente esenti dalla tassa. Allo stesso tempo, secondo l’Ufficio federale dei trasporti (UFT), il traffico pesante su strada genera ogni anno circa tre miliardi di franchi di costi esterni non coperti. La revisione in corso della TTPCP offre l’opportunità di migliorare la verità dei costi nel trasporto merci su strada e di rafforzare l’effetto di trasferimento della TTPCP. «Proprio questa opportunità viene persa con le attuali decisioni», afferma David Roth, Consigliere nazionale del PS e membro del Comitato di Pro Alps, aggiungendo: «Invece di rafforzare la TTPCP, il trasporto merci su strada viene ulteriormente favorito».
Il Consiglio nazionale insiste con gli incentivi sbagliati
«Anziché migliorare lo strumento di trasferimento e richiedere una TTPCP più elevata per i veicoli diesel, il Consiglio nazionale punta su sconti ancora più elevati per i veicoli elettrici e quindi su un programma di promozione costoso e inutile per il trasporto merci su strada», afferma Roth. Inoltre, i camion elettrici saranno soggetti alla TTPCP solo a partire dal 2031, ovvero più tardi rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale. Ciò renderà il trasporto su strada ancora più economico e, secondo i dati della Confederazione, comporterà una perdita di entrate fino a 800 milioni di franchi senza alcun vantaggio in termini di politica dei trasporti o di protezione climatica.
Il Consiglio nazionale non vuole inoltre adeguare sufficientemente la TTPCP al rincaro. Senza un adeguamento regolare, la tassa perde valore, il trasporto su strada diventa così più conveniente in termini reali e l’effetto di trasferimento della TTPCP diminuisce. A risentire di questi incentivi negativi è in particolare il trasporto ferroviario, più rispettoso dell’ambiente.
Già il Consiglio federale aveva indebolito l’effetto di trasferimento
Attualmente i camion elettrici sono esenti dalla TTPCP. Nel messaggio relativo alla revisione della tassa, il Consigliere federale Albert Rösti ha proposto di assoggettare i camion elettrici alla tassa a partire dal 2029, concedendo però allo stesso tempo forti sconti fino al 2035. Nella consultazione Pro Alps si è impegnata a favore di un’introduzione a partire dal 2027 e di sconti più bassi, poiché anche i camion elettrici causano ingorghi, rumore, consumo di suolo e costi sanitari e devono quindi contribuire alla copertura dei costi da loro generati. Sconti eccessivi rendono il trasporto su strada più economico e indeboliscono l’effetto di trasferimento della TTPCP.
Un nuovo studio dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) mostra che già gli sconti previsti dal Consiglio federale favoriscono notevolmente i camion elettrici rispetto ai veicoli diesel. Soprattutto nel caso dei veicoli elettrici pesanti nel trasporto regionale e a lunga distanza, il trasporto su strada è più conveniente di almeno il 15-20% nella versione del Consiglio federale. «Gli sconti aggiuntivi del Consiglio nazionale non apportano alcun vantaggio in termini di politica dei trasporti o climatica, ma indeboliscono il trasferimento modale e comportano una forte riduzione delle entrate», afferma Roth. «Poiché due terzi della TTPCP confluiscono nel fondo per le infrastrutture ferroviarie (FIF), queste decisioni danneggiano direttamente anche il settore ferroviario».
Pro Alps si è impegnata a promuovere maggiormente la decarbonizzazione attraverso l’aumento delle tasse sui veicoli diesel, invece di ridurre i costi del trasporto su strada con ulteriori sconti e gravare ulteriormente sul FIF, già sotto pressione. Infatti, secondo l’attuale versione del Consiglio nazionale, per i camion diesel cambierebbe poco o nulla: fino al 2035 compreso, un camion alimentato con combustibili fossili paga di fatto la stessa TTPCP del 2025. Un aumento della TTPCP per i camion diesel consentirebbe di trasferire più merci sulla ferrovia, riducendo così le emissioni di CO₂.
La decarbonizzazione riesce solo con il trasferimento sulle rotaie
Pro Alps sostiene la decarbonizzazione del trasporto merci. Tuttavia, la promozione dei camion elettrici non può sostituire il trasferimento su rotaia e l’ampliamento dell’offerta ferroviaria. Con la presente revisione, la TTPCP viene indebolita come strumento centrale di trasferimento modale e la concorrenza tra strada e ferrovia viene ulteriormente distorta. Con il pretesto della decarbonizzazione, il trasporto merci su strada viene inutilmente favorito e lo scopo reale della TTPCP viene compromesso, a scapito di una politica dei trasporti veramente sostenibile.
Probabilmente in aprile la Commissione del Consiglio degli Stati esaminerà la TTPCP. Pro Alps continuerà a impegnarsi con determinazione per una revisione della TTPCP che rafforzi il trasferimento modale anziché favorire la lobby dei camionisti.
La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP)
La TTPCP è uno strumento centrale della politica svizzera di trasferimento del traffico. Viene riscossa per i camion di peso superiore a 3,5 tonnellate e calcolata in base al peso del veicolo, ai chilometri percorsi e alla classe di emissioni. Attualmente i veicoli commerciali elettrici sono esenti dalla TTPCP. Con la revisione in corso si intende rafforzare l’effetto di trasferimento modale e assoggettare in futuro anche i veicoli elettrici alla tassa. Circa due terzi delle entrate della TTPCP confluiscono nel fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF), mentre un terzo va ai Cantoni.
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