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La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) è fondamentale per il buon funzionamento del trasferimento del traffico.

La tassa sul traffico pesante legata alle prestazioni TTPCP) è fondamentale per un efficace trasferimento modale. La Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati ha perso un’altra occasione e, a differenza del Consiglio nazionale, si è limitata a modificare l’entità degli sconti per i camion elettrici a partire dal 2031.

 

Giovedì 16 aprile, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha concluso l’esame della revisione della tassa sul traffico pesante legata alle prestazioni (TTPCP). Rispetto al Consiglio nazionale, la commissione ha apportato solo una correzione, lasciando però inalterati i punti deboli fondamentali del progetto.

Evitare sconti inutili per i veicoli elettrici
L’unica modifica sostanziale rispetto al Consiglio nazionale riguarda gli sconti previsti per i camion elettrici. La CTT-S intende ridurre gli sconti minimi per i camion elettrici a partire dal 2031 rispetto a quanto previsto dal Consiglio nazionale. Allo stesso tempo, segue la decisione secondo cui i camion elettrici continueranno a pagare la TTPCP solo a partire dal 2031. Il trasporto merci su strada rimane quindi strutturalmente avvantaggiato. Rimane inoltre inalterato il traffico di autocarri a combustibile fossile: per gli autocarri diesel la TTPCP dovrebbe rimanere di fatto invariata fino al 2035.

La Commissione ha inoltre deciso di non porre un freno alla riduzione automatica dei prezzi
È grave che la Commissione abbia rinunciato a un adeguamento affidabile della TTPCP al rincaro. Proprio la mancata adeguamento fa sì che il trasporto su strada diventi, in termini reali, più conveniente e che l’effetto di trasferimento della TTPCP si perda gradualmente. Nel frattempo, si verificano continue perdite di entrate a carico delle ferrovie, nelle cui infrastrutture confluiscono circa due terzi delle entrate della TTPCP. Secondo la Confederazione, solo nel 2024 le minori entrate dovute all’adeguamento incompleto all’inflazione ammontavano a circa 250 milioni di franchi.

Limitazione problematica del margine di manovra politico
Particolarmente problematica è la nuova decisione sulla cosiddetta sicurezza di pianificazione di sette anni. Le future modifiche delle categorie di prelievo dovranno essere annunciate con sette anni di anticipo. Questa rigida regolamentazione limita inutilmente il margine di manovra politico e rende difficile una rapida correzione di futuri disincentivi.

In definitiva, la CTT-S limita il principale incentivo errato del progetto del Consiglio nazionale, ma lascia intatto il corso fondamentale dell’ulteriore riduzione dei costi del trasporto merci su strada. «La continua riduzione dei costi del trasporto merci su strada indebolisce il trasferimento sulla ferrovia e va a scapito della protezione delle Alpi», afferma Silvan Gnos, responsabile politico di Pro Alps. La decisione definitiva spetta ora al Consiglio degli Stati, che discuterà il progetto nella sessione estiva. In quell’occasione si vedrà se è disposto a riportare la TTPCP in linea con il suo scopo originario: verità dei costi, trasferimento efficace sulla rotaia e equo cofinanziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Pro Alps continuerà a seguire da vicino il progetto.

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