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L'attuale revisione della TTPCP consolida la violazione della legge e della Costituzione. Pro Alps segue le tracce del crimine.

Luogo del crimine articolo sulla protezione delle Alpi: la revisione della TTPCP consolida la violazione della Costituzione

Luogo del crimine articolo sulla protezione delle Alpi: la revisione della TTPCP consolida la violazione della Costituzione

Il contesto: la Costituzione federale impone alla Confederazione e al Parlamento di trasferire il traffico merci transalpino dalla strada alla ferrovia e di proteggere le Alpi dagli effetti negativi del traffico di transito. In concreto, la legge sul trasferimento prevede di ridurre il numero di viaggi transalpini degli autocarri a un massimo di 650’000 all’anno.

La TTPCP manca d’efficacia
La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) è uno degli strumenti più importanti della politica svizzera di trasferimento modale. Ha lo scopo di gravare il trasporto merci su strada in base al principio “chi inquina paga” e di promuovere il trasferimento verso la ferrovia. Oggi, tuttavia, oltre il 90 per cento degli autocarri rientra nella categoria tariffaria più vantaggiosa. Di conseguenza, la TTPCP sta perdendo sempre più il suo effetto incentivante. Secondo Pro Alps, l’attuale revisione non corregge in misura sufficiente questa tendenza. Gli autocarri diesel continuano a beneficiare di agevolazioni a lungo termine, quelli elettrici vengono integrati nel sistema solo gradualmente e manca un adeguamento affidabile delle tariffe al rincaro.

«La TTPCP è uno dei pilastri fondamentali della politica svizzera di trasferimento del traffico. Anziché rafforzarne l’efficacia, l’attuale revisione rimane ben al di sotto del mandato costituzionale», afferma Nara Valsangiacomo, Presidente di Pro Alps.

I segnali sono allarmanti
Attualmente la Svizzera si sta nuovamente allontanando dall’obiettivo di trasferimento modale. Nel 2025 circa 960’000 camion hanno attraversato le Alpi, mentre nel primo semestre del 2026 erano già più di 500’000. Allo stesso tempo, il trasporto ferroviario sta perdendo quote di mercato a favore di quello stradale.

«Da anni la curva dei dati va nella direzione sbagliata. Gli ultimi dati dimostrano che la Svizzera non adempie al mandato costituzionale e si allontana sempre più dall’obiettivo di trasferimento del traffico», afferma Emmanuel Amoos, Consigliere nazionale del Vallese e membro del Comitato di Pro Alps. Particolarmente allarmante è il fatto che, nel primo semestre del 2026, il traffico di camion transalpino in Svizzera sia cresciuto il doppio rispetto a quello sul Brennero. Ciò dimostra che la Svizzera sta perdendo sempre più il suo ruolo di pioniera nella politica di trasferimento dalla strada alle rotaie.

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Le Alpi ne pagano il conto
Le conseguenze dell’inazione politica si fanno sentire da tempo nelle regioni alpine: più rumore, più inquinamento atmosferico, più ingorghi e un maggiore impatto sul clima e sull’ambiente. Anno dopo anno, il traffico di autocarri provoca un danno economico pari a circa 3,5 miliardi di franchi. Questi costi non sono coperti dalla TTPCP o da altre imposte, ma vengono scaricati sulla collettività. «Le persone che vivono lungo gli assi di transito subiscono un aumento del traffico, del rumore e dell’inquinamento atmosferico. Allo stesso tempo, ogni anno i costi del traffico pesante, che ammontano a miliardi, ricadono sulla collettività», afferma Amoos.

Il Consiglio federale e il Parlamento restano inattivi
«La TTPCP è stata istituita per promuovere il trasferimento del traffico sulla ferrovia e proteggere le Alpi. Anziché rafforzare questo strumento, l’attuale revisione privilegia gli interessi del settore dei trasporti su strada rispetto al mandato costituzionale», afferma David Roth, Consigliere nazionale di Lucerna e membro del Comitato di Pro Alps. Il Consiglio federale e il Parlamento non sfruttano appieno il margine di manovra a loro disposizione. L’accordo sui trasporti terrestri con l’UE consente tariffe TTPCP nettamente superiori a quelle attualmente applicate in Svizzera. Il progetto rinuncia inoltre a un adeguamento all’inflazione. «Da anni si cerca all’estero la colpa dell’aumento dei transiti dei camion. Eppure uno strumento efficace è a disposizione proprio in Svizzera. Chi prende sul serio la protezione delle Alpi deve sfruttare con coerenza le possibilità offerte dalla TTPCP», spiega Roth.

Pro Alps vuole una TTPCP efficace
Per Pro Alps è chiaro: la TTPCP deve tornare a essere orientata in modo coerente al trasferimento del traffico merci sulla ferrovia. A tal fine occorrono costi reali anziché agevolazioni a lungo termine per gli autocarri diesel, un adeguamento affidabile della TTPCP al rincaro e un’integrazione rapida e equa dei camion elettrici, in base al principio «chi inquina paga».

Valsangiacomo conclude la simbolica ispezione sulla scena del crimine con una chiara dichiarazione: «Le prove sono sotto gli occhi di tutti. La revisione in corso non elimina il contrasto con la legge e la Costituzione, ma lo consolida. Il caso è chiarito. Ora spetta al Consiglio federale e al Parlamento attuare finalmente il mandato costituzionale e ridefinire in modo efficace la TTPCP.»

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