Marcel Kessler

Con «Trasporti ’45», la Confederazione delinea la mobilità del futuro. Per quanto riguarda il trasporto merci transalpino, tuttavia, la strategia non fornisce indicazioni significative.

Con «Trasporti ’45», la Con­fe­dera­zione pone le basi per la mo­bi­lità dei pros­simi de­cenni. Pro Alps ha es­presso il pro­prio pa­rere nell’am­bito della pro­ce­dura di con­sul­ta­zione sul pro­getto. L’as­so­cia­zione ac­co­glie con favore il fatto che, per la prima volta, fer­rovia, strada e traf­fico degli ag­glo­me­rati ur­bani ven­gano con­si­derati con­giun­ta­mente. Nella sua forma at­tuale, tut­tavia, il pro­getto ne­ces­sita di al­cuni ade­gua­menti: la pi­ani­fi­ca­zione è an­cora troppo orien­tata all’es­pan­sione, at­tri­buisce un peso in­suf­fi­ciente al tras­porto fer­ro­viario di merci e non al­linea in modo co­erente i pro­getti agli at­tuali obi­et­tivi di tras­feri­mento.

Con il pro­gramma «Tras­porti ’45», la Con­fe­dera­zione in­tende adot­tare de­ci­sioni di ampia por­tata in ma­te­ria di in­fra­strut­ture, no­nos­tante manchi un piano d’of­ferta e una de­fini­zione degli obiet­tivi per il tras­porto di pas­seg­geri e merci. Pro Alps chiede che si de­finis­cano in­nan­zi­tutto l’of­ferta di tras­porto fino al 2045 e gli obiet­tivi in ma­teria di politica dei tras­porti, del clima e di poli­tica di tras­feri­mento modale. Solo allora sarà pos­sibile valu­tare quali pro­getti siano neces­sari e in che misura con­tri­buis­cano al rag­giun­gi­mento di tali obiet­tivi.
La pi­ani­fica­zione non deve li­mi­tar­si a rep­li­care le ten­denze at­tuali del traf­fico, ma deve ri­flet­tere lo svi­luppo della mo­bi­lità aus­pi­cato a li­vello poli­tico. I pro­getti de­vono es­sere clas­si­ficati in ordine di priorità in base alla loro uti­lità, al loro ef­fetto di tras­feri­mento modale, alla loro sos­teni­bilità am­bien­tale e alla loro fi­nan­ziabi­lità.

Il tras­porto merci deve av­ve­nire su ro­taia
Pro­prio per quanto ri­guarda il tras­porto fer­ro­viario di merci, il pro­getto di legge non sod­disfa le as­pet­tative. Ep­pure, il man­dato è chiaro: l’ar­ti­colo sulla pro­te­zione delle Alpi e l’ob­iet­tivo di tras­feri­mento pre­visto dalla legge ri­chie­dono che il mag­gior numero pos­si­bile di merci ven­ga tras­por­tato su ro­taia at­tra­verso le Alpi. A tal fine sono neces­sarie tracce suf­fi­cienti, ca­pacità af­fi­dabili e in­ves­ti­menti mirati sugli assi nord-sud e su tutto il ter­ri­torio.
Le linee merci esis­tenti de­vono es­sere ga­ran­tite a lungo ter­mine e i pro­getti im­por­tanti de­vono es­sere por­tati avan­ti. Allo stesso tempo, il po­ten­zia­mento del traf­fico delle persone non deve sop­pian­tare il tras­porto merci. Chi prende sul serio il tras­feri­mento del traf­fico deve at­tri­buire mag­giore im­por­tanza al tras­porto fer­ro­viario di merci nel piano «Tras­porti ’45». Le mi­sure integ­rative ne­ces­sarie devono es­sere piani­ficate fin dall’inizio e finan­ziate in modo ade­guato.

Aumen­tare il numero di strade non risolve il prob­lema
Anche il «no» es­presso dagli elettori in me­rito all’am­plia­mento delle strade na­zio­nali del 2024 deve avere delle con­se­guenze. La cre­azione di nuove corsie genera traf­fico ag­giun­tivo, sposta i punti di con­ges­tione e rende ancora più dif­ficile il rag­giun­gimento degli obiet­tivi cli­matici e di tras­feri­mento.
Prima di cos­truire nuove strade, occorre quindi va­lutare so­lu­zioni che si adat­tino alle in­fr­astrut­ture esis­tenti: una gestione in­tel­li­gente del traf­fico, limiti di velo­cità più bassi, un’of­ferta di tras­porto pub­blico migliore e tasse com­mi­surate a chi genera l’in­quina­mento. Nel caso di pro­getti che in­cidono sul traf­fico trans­alpino, oc­corre in­oltre ve­ri­ficare at­ten­ta­mente se siano com­pati­bili con l’ar­ti­colo sulla pro­te­zione delle Alpi.

Pianificare insieme, decidere separatamente
È op­por­tuno che la Con­fede­ra­zione analiz­zi con­giun­ta­mente il tras­porto fer­ro­viario, quello stradale e il traf­fico degli ag­glo­merati urbani. In questo modo si ren­dono visi­bili le in­te­razioni e i con­flit­ti di obiet­tivi. Ciò non deve però tras­for­marsi in un mer­canteg­gia­mento po­li­tico.
I pro­getti fer­ro­viari e di ag­glo­me­rato non devono fun­gere da con­tro­par­tita per la re­aliz­za­zione di nuove strade na­zio­nali. Le de­ci­sioni relative ai di­versi modi di tras­porto devono es­sere prese in modo se­parato dal punto di vista poli­tico, giur­idico e fi­nan­ziario. Solo così si ga­ran­tisce la tras­pa­renza su quale pro­getto serva a quale obiet­tivo.

Una ferrovia forte ha bisogno di finanziamenti sicuri
Una politica di tras­feri­mento modale cre­dibile ri­chiede un’in­fra­strut­tura fer­roviaria ef­fi­ciente e, di con­se­guenza, un fi­nan­zia­mento sos­teni­bile nel lungo pe­riodo. Pro Alps sos­tiene per­tanto il man­teni­mento a tempo in­de­ter­minato dello 0,1% dell’IVA a fa­vore dell’In­fra­strut­tura fer­ro­viaria.
Allo stesso tempo, non si de­vono in­de­bolire le fonti di entrate esistenti. Oc­corre in­oltre va­lutare stru­menti ba­sati sul prin­cipio «chi in­quina paga», come ad esempio un migliore sfrut­ta­mento del po­ten­ziale del TTPCP o nuove im­poste sul traf­fico di tran­sito.

L’obiettivo di de­cen­tra­mento è fon­da­men­tale
Per Pro Alps è chiaro: nella sua forma at­tuale, «Tras­porti ’45» non sod­disfa ancora i re­qui­siti di una po­li­tica di tras­feri­mento modale orien­tata al fu­turo. È fon­damen­tale che il pro­getto riesca a tras­ferire una mag­giore quan­tità di merci e pas­seg­geri sulla fer­rovia e a pro­teg­gere ef­fi­cace­mente lo spazio alpino. L’ulter­iore poten­zia­mento delle in­fra­strut­ture di tras­porto deve quindi rafforzare il tras­feri­mento modale e non os­ta­co­larlo.

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