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La politica fallimentare in materia di TTPCP aggrava l'emergenza del trasferimento del traffico.

Nel corso della TTPCP, il Consiglio degli Stati ha sostanzialmente confermato le decisioni del Consiglio nazionale e, al contempo, ha respinto una mozione volta ad aumentare le tariffe. Non viene apportata alcuna correzione e l’effetto di trasferimento della TTPCP viene ulteriormente indebolito.

 

Il 3 giugno 2026, in occasione della revisione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), il Consiglio degli Stati ha confermato la linea del Consiglio nazionale, altamente problem­atica dal punto di vista della politica di tras­ferimento modale, invece di correggerla. Esso approva un progetto che indebolisce ulteriormente l’effetto di tras­ferimento modale della TTPCP, nonché il principio «chi inquina paga» nel trasporto merci. La strada ne beneficia, la ferrovia ne esce penalizzata. Il Consiglio degli Stati rafforza questa tendenza e accetta così più rumore, sporcizia e ingorghi – a scapito della protezione delle Alpi e della popo­lazione in tutta la Svizzera.

I costosi regali della TTPCP vanno a scapito del FIF
Circa due terzi delle entrate della TTPCP confluiscono nell’Infra­struttura ferro­viaria (FIF). Gli incentivi sbagliati approvati in­deboliscono quindi diretta­mente il finanziamento della ferrovia. Al trasporto merci su strada vengono concessi ingenti regali fiscali, mentre mancano i fondi per la manuten­zione e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria. La Con­federazione prevede entro il 2035 un calo delle entrate del FIF di diverse centinaia di milioni di franchi.

Nessuna correzione nonostante l’emergenza del trasferimento modale
Il Consiglio degli Stati non si assume la responsabilità politica nell’attuale emergenza del tras­ferimento modale. La revisione della TTPCP dovrebbe dare urgentemente nuovi impulsi per riportare il tras­ferimento modale verso l’obiettivo legale di un massimo di 650’000 viaggi di camion attraverso le Alpi all’anno – oggi sono infatti circa 960’000. Invece di inter­venire per contra­stare questa tendenza, il Consiglio degli Stati conferma le decisioni del Consiglio nazionale, consoli­dando così una politica che porta sistematica­mente a mancare l’obiettivo di tras­ferimento modale.

I principali disincentivi della TTPCP rimangono in vigore: nella legge continua a mancare un adeguamento affidabile all’inflazione, le tariffe TTPCP per i veicoli diesel dannosi per il clima rimangono di fatto invariate, i veicoli elettrici sono completamente esenti dalla TTPCP fino al 2031 e beneficiano fino al 2035 di sconti decisamente troppo elevati.

Anche la mozione per tariffe TTPCP più elevate fallisce
Inoltre, il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione 25.3956 , che il Consiglio nazionale aveva approvato. Essa chiedeva di sfruttare maggiormente, a partire dal 2027, il margine di manovra esistente per le tariffe TTPCP nell’ambito dell’accordo sui trasporti terrestri con l’UE. Anche in questo caso non viene quindi apportata una correzione che sarebbe stata urgente alla luce del progressivo ritorno dalla ferrovia alla strada.

La revisione non è però ancora conclusa: per appianare le singole divergenze, il progetto tornerà nuovamente al Consiglio nazionale e, prima ancora, alla Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale (CTT-N). Pro Alps continua a impegnarsi con veemenza affinché la TTPCP venga rafforzata come strumento centrale di tras­ferimento modale e affinché venga finalmente attuato il tras­ferimento costitu­zionale del trasporto merci trans­alpino dalla strada alla ferrovia.

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