Legge sul trasferimento: sostegno sì, inversione di tendenza no
Pro Alps
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Il sostegno al TCNA dovrebbe proseguire, ma per aumentare il trasporto merci su rotaia sono necessarie misure aggiuntive.
La procedura di consultazione sulla modifica della legge sul trasferimento del traffico merci (LTrasf) si è conclusa l’11 agosto. È necessario prorogare gli incentivi TCNA, ma per un’autentica inversione di tendenza occorre molto di più.
Il fulcro della modifica alla LTrasf è l’ulteriore promozione del traffico combinato non accompagnato (TCNA) transalpino. Non potrebbe arrivare in un momento più opportuno. Il trasporto ferroviario di merci attraverso le Alpi è sottoposto a forte pressione: dal 2021 il volume del TCNA è diminuito di circa l’11 per cento. Allo stesso tempo, il traffico di autocarri attraverso le Alpi è aumentato di oltre il 7 per cento. Ciononostante, dal 2021 le indennità di esercizio per il TCNA sono state ridotte di circa il 40 %. La politica ha a lungo ignorato i segnali di allarme, con conseguenze prevedibili per la tutela delle Alpi, la popolazione e il trasferimento del traffico.
Senza incentivi, si profila una nuova ondata di camion
Su incarico del Parlamento, il Consiglio federale propone ora di prorogare il sostegno fino al 2035 e di stanziare a tal fine un quadro finanziario di 486 milioni di franchi. Ciò evita, per il momento, il peggio. Infatti, secondo la normativa vigente, i fondi di sostegno sarebbero destinati a esaurirsi entro il 2030. Senza contromisure, si rischierebbe quindi di arrivare fino a 1,2 milioni di viaggi di camion all’anno attraverso le Alpi svizzere – quasi il doppio di quanto consentito dall’obiettivo di trasferimento modale previsto dalla legge. Per le persone che vivono lungo gli assi di transito ciò significherebbe: più rumore, più sostanze inquinanti, maggiore pressione nelle strette valli alpine – e un netto peggioramento in termini di salute e qualità della vita.
Necessario – ma è solo l’inizio
Il progetto va quindi nella giusta direzione. Tuttavia, non determina un’inversione di tendenza. I contributi servono soprattutto ad attenuare i problemi sulle linee di accesso alla NFTA e a mantenere sul mercato il trasporto transalpino di merci su rotaia nonostante le difficili condizioni di mercato. Non compensano però il fatto che il traffico di autocarri continui a non sostenere autonomamente i propri costi ambientali, climatici, sanitari e infrastrutturali. Finché la strada continuerà a far gravare i propri costi sulla collettività e il TTPCP verrà svuotato del suo ruolo di importante strumento di trasferimento modale, i pagamenti compensativi sotto forma di indennizzi alla ferrovia rimarranno indispensabili.
Le richieste di Pro Alps
Pro Alps chiede pertanto tre modifiche: in primo luogo, nella LTrasf deve essere espressamente ribadito che la promozione del trasporto ferroviario di merci transalpino è finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo di trasferimento. In secondo luogo, va eliminata la prevista riduzione automatica dei compensi di esercizio a partire dal 2030. L’entità del sostegno deve essere commisurata all’andamento del traffico, alle condizioni di concorrenza e al mandato di trasferimento modale, non a un percorso di riduzione stabilito a livello politico. In terzo luogo, occorrono finalmente condizioni quadro eque: una TTPCP nettamente più incisiva, l’eliminazione delle sovvenzioni indirette al trasporto merci su strada e una maggiore pressione per il potenziamento delle linee di accesso internazionali alla NFTA.
Al termine della procedura di consultazione, la modifica della LTrasf sarà ora discussa in Parlamento. Pro Alps si impegnerà con tutte le sue forze affinché gli incentivi non si riducano a una mera gestione dell’emergenza del trasferimento modale, ma tornino a servire allo scopo per cui sono stati concepiti: aumentare il trasporto merci in transito su rotaia e rafforzare la tutela delle Alpi.
Pro Alps
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